Perché l’input comprensibile funziona (e perché le flashcard non bastano)

Mettiamo subito le cose in chiaro: non c’è nulla di sbagliato nell’usare flashcard o sistemi di ripetizione dilazionata (SRS). Anzi, la ricerca mostra in modo costante che la ripetizione dilazionata è un metodo potente per fissare i vocaboli nella memoria a lungo termine. Strumenti come Anki sono ottimi per rafforzare il richiamo e costruire una base solida.

Il punto, però, è questo: le flashcard non raccontano tutta la storia.

Memorizzare parole isolate non ti insegna come quelle parole funzionano dentro frasi vere, come cambiano di tono o di significato a seconda della situazione, o come le usano spontaneamente i madrelingua. È qui che entra in scena l’input comprensibile: l’idea che la lingua si acquisisce meglio quando siamo esposti a messaggi che riusciamo a capire.

Qui Stephen Krashen lo spiega in prima persona:

Se non hai guardato il video, ecco l’idea centrale che Stephen Krashen propone.

Krashen spiega che acquisiamo una lingua in un solo modo:

Quando la capiamo.

Questo è quello che si chiama comunemente input comprensibile.

E poi insiste:

Non acquisiamo la lingua quando parliamo, non la acquisiamo quando la studiamo, non la acquisiamo quando memorizziamo elenchi di verbi e così via.

Tutte queste cose, grammatica, vocaboli, non sono la fonte dell’acquisizione. Anzi, dice:

Tutte quelle cose come la grammatica e il vocabolario sono il risultato di aver ricevuto input comprensibile. È così che acquisiamo una lingua.

Krashen distingue fra due processi diversi. Possiamo acquisire una lingua oppure impararla, e, come dice lui:

Sono cose molto, molto diverse.

L’acquisizione la descrive come un processo inconscio:

Mentre avviene, non ti accorgi che sta avvenendo. Una volta che hai acquisito qualcosa, non sai nemmeno che ce l’hai dentro.

Secondo Krashen:

Il cervello è bravissimo ad acquisire lingue.

Imparare, invece, lo studio consapevole delle regole grammaticali e della struttura della lingua, è un’altra cosa:

L’altro processo si chiama apprendimento. È sapere “intorno” alla lingua: il soggetto e il verbo devono concordare, e così via. Il cervello non è molto bravo a imparare le lingue.

E purtroppo:

Abbiamo passato la maggior parte del tempo, in classe, a cercare di far imparare consapevolmente, ed è stata una cosa abbastanza torturante.

Stephen Krashen

Input e output (due facce della stessa medaglia)

L’argomentazione di Krashen sull’input comprensibile è convincente, ma cosa vuol dire esattamente “acquisire”, ed è la stessa cosa che essere fluenti? Non proprio.

L’input comprensibile pone le fondamenta dell’acquisizione, ma è solo una faccia della medaglia. Per sviluppare davvero la fluidità ci serve anche produrre lingua: ed è qui che entra in gioco l’ipotesi dell’output.

Proposta da Merrill Swain, l’idea è che chi studia una lingua non dimostra soltanto ciò che sa quando parla. Sviluppa proprio le sue competenze attraverso l’atto di produrre lingua.

Detto altrimenti, l’output ci aiuta a notare i vuoti nelle nostre conoscenze, a consolidare le strutture grammaticali e a portare il vocabolario passivo nell’uso attivo.

Se l’input ci dà i mattoni della lingua, l’output ci aiuta a metterli insieme in qualcosa di funzionante. Non sono opposti, sono compagni di strada. Stare in contatto con la lingua sia in modo ricettivo sia in modo espressivo crea un circolo virtuoso che accelera i progressi e approfondisce la fluidità vera.

Dimenticare per ricordare

La memoria, in fondo, è un processo di dimenticare e venir richiamati. Per questo l’esposizione ripetuta e carica di senso è così importante. La ricerca mostra che dobbiamo incontrare una parola in più contesti diversi, non solo su una flashcard, per portarla nel nostro vocabolario attivo. Alcuni studi suggeriscono che servano da 10 a 20 incontri contestuali perché una parola si fissi davvero.

La memoria è un processo di dimenticare e venir richiamati.

In chiusura

La teoria di Krashen mette il dito su un punto centrale: la comprensione viene prima. Se stai studiando una lingua, concentrati su input di cui riesci a cogliere il senso: storie, conversazioni, video o libri appena un gradino sopra il tuo livello attuale. È lì che si gioca il progresso vero. Non con le flashcard o gli esercizi di grammatica, ma in quei momenti in cui il significato arriva.

Hai voglia di acquisire una lingua attraverso input comprensibile e di praticare l’output contemporaneamente? HearSay Learn propone lezioni audio personalizzate e comprensibili nella lingua che stai studiando, per imparare senza schermo, mentre sei in giro.

Riferimenti